Brevi Cenni Storici

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Storia e statuto - Storia e Statuto

palazzo rhoDel territorio comunale fanno parte oltre al capoluogo, le frazioni di Casoni, Fornaci, Panigada, Pantiara e Vigarolo. L’attuale Borghetto è costituito dall’unione di due antichi paesi ubicati lungo le sponde sinistra e destra del fiume Sillaro: Fossadolto o Fossadolto Alto (perché collocato, quest’ultimo all’interno di un fossato costruito molto probabilmente per la difesa di un castello, di cui si ha notizia anche nel testamento dell’arcivescovo milanese Ariberto da Intimiamo) e Borghetto.

L’arcivescovo Ariberto aveva lasciato i suoi possessi nella zona al Capitolo metropolitano, che li infeudò ad alcune potenti famiglie dell’epoca, fra le quali i Rho e i Maineri. In seguito, il 24 dicembre 1123, i territori di Fossadolto, Panisacco e Cavacurta vennero ceduti ad Anselmo Rho, diacono decumano della Chiesa milanese.

I beni della famiglia Maineri vennero invece comprati il 15 luglio 1186 dal vescovo di Torino Milone “de Cardanio”, che era anche arciprete nell’ambito della Chiesa milanese, e da questi donato sempre al Capitolo milanese.
Nell’agosto 1251, mentre in Lodi infieriva la lotta contro i Cremonesi e Piacentini, partigiani dell’imperatore, il Castello di Fossadolto era difeso dai Guelfi che vi tenevano più di cento cavalieri.

Cacciati i Torriani di Milano, questi si rifugiarono in Lodi, in questa occasione, il Marchese di Monferrato, unito alle milizie dell’Arcivescovo Ottone Visconti ed ai Pavesi, espugnò i castelli di Mombrione, di Bargano di Fossadolto.
Nella primavera del 1270, il Castello di Fossadolto fu presa da Napo della Torre, in guerra contro Lodi.

via di borghettoIl 10 Settembre 1278, fu occupato dai Milanesi, capitanati dal Marchese di Monferrato coi fuorusciti lodigiani in lotta contro Cassone della Torre.
Anche Borghetto dovette fiorire anticamente, essendo, come Fossadolto, piantato sulla riva del Sillaro, ed a breve distanza dalla strada Romea che da Piacenza conduceva a Lodi Vecchio.

Della vicina Fossadolto seguì in gran parte le vicende, ma con maggior fortuna.
Del paese si ricorda come avesse pagato una taglia al legato imperiale, nel 1261. In esso vi era parte dei beni che il Capitolo metropolitano aveva ricevuto per testamento da Ariberto d’Intimiano.

Nel 1359, Bernabò Visconti donò le proprietà possedute a Borghetto agli ospedali milanesi che lui stesso aveva fondato. Tali beni, poi, nel 1458 dovevano passare in proprietà all’Ospedale Maggiore.

Nell’anno 1481 la famiglia Rho divenne feudataria di questi luoghi. In una transazione interessante il Capitolo metropolitano, avvenuta il 2 maggio 1488, Borghetto e Fossadolto sono ritenuti un paese solo.

Più tardi, poiché la famiglia dei Rho era in continua diatriba con lo stesso Capitolo, venne spogliata dei suoi beni, che vennero concessi a Giuseppe Bertoglio nel 1694.

Della famiglia Rho si conosce solo che nel 1609 era composta da otto membri che esercitano a turno la giurisdizione sul feudo. Risiedeva in un palazzotto fatto costruire nel Quattrocento (l’attuale Palazzo Rho) ed era proprietaria di quasi tutto il territorio borghettino.

via di BorghettoPosto sulla via che collega Lodi alle colline di San Colombano e al Pavese, Borghetto diventa nel XVIII secolo un ricco insediamento agricolo che conta più di 4000 abitanti, raccolti, un terzo nel centro del paese e i restanti due terzi nelle frazioni più grandi e nelle cascine.

Capoluogo della tredicesima delegazione della provincia austriaca di Lodi, ottiene nel 1794, di “tenere l’annuale Fiera del bestiame e di ogni sorta di mercanzia” conosciuta come “Fiera di San Bartolomeo”.

Dal 1796 al 1815 con l’arrivo di Napoleone e la costituzione della Repubblica Cisalpina, il paese è confermato capoluogo di Distretto e di Cantone, durante la dominazione francese in Lombardia. Di nuovo capoluogo di Distretto della provincia di Lodi e Crema, ricostruita dagli Austriaci nel 1816, Borghetto diverrà Mandamento del Circondario di Lodi (Provinciale di Milano) con la soppressione della Provincia del 1859.

Nel XIX secolo l’agricoltura, unica risorsa del paese, compie passi avanti: si estende l’irrigazione, si dà più ampio impulso alla distribuzione delle acque e al livello delle marcite.

Viene introdotta la stabulazione che permette un aumento della produzione del latte e rende possibile l’utilizzo razionale del letame prodotto e comporta complessivamente un maggior guadagno sull’allevamento. Di questo progresso si avvantaggeranno, tuttavia, quasi unicamente le classi più agiate, mentre la maggior parte degli abitanti del paese versano in condizioni di estrema povertà.
Nel 1848, 31 Marzo, i Borghettini fanno una ostile, ma coperta, accoglienza all’esercito piemontese, comandato dal principe Vittorio Emanuele, inondando di acqua i campi che i soldati dovevano occupare. Il generale Della Rocca minaccia di incendiare il Borgo.

Verso la fine dell’800 la comparsa di industrie sul territorio ha profonde ripercussioni, oltre che sulla vita economica, anche sulle condizioni dei lavoratori, dando luogo ai primi movimenti operai; così nel 1883 nasce a Borghetto “La Società di Mutuo Soccorso” con queste finalità: pagare l’indennità agli operai durante la loro malattia, dare in caso di inabilità o di morte, un sussidio alle famiglie, favorire il lavoro dei giovani.

Il 5 Novembre 1885, S. Francesca Cabrini apre in paese un “Monastero”, in cui raccoglie la gioventù specie femminile, per l’educazione religiosa e sociale; nel 1890 diventano operanti anche la scuola materna ed elementare; l’opera delle suore cabriniane si protrarrà fino al 1990.

borghettoIl 16 Aprile del 1908, con l’intervento di dodici soci, viene fondata una Cassa Rurale sotto la direzione di Don Galdino. Solo nel 1921 acquista una sua precisa configurazione, specie tramite l’opera del parroco Don Rolla, che nello stesso anno con un gesto lungimirante, divide un fondo parrocchiale nella Frazione Casoni in 80 piccoli appezzamenti familiari, acquistati dai richiedenti con l’aiuto finanziario della Cassa Rurale, a modici tassi di interesse.

Borghetto conosce anni di grande fermento religioso, sociale ed artistico sotto la guida del parroco Mons. Rolla dotato di bontà, intelligenza ed intraprendenza veramente eccezionali. Nel 1933 verrà consacrato vescovo di Forlì.

Nel 1936 viene aperta la Casa di Riposo Ing. Pietro Zoncada.

Nel periodo dell’ultima guerra mondiale, il paese soffre per i soldati lontani, per la fame, per la sofferenza degli sfollati e per mille altre difficoltà. Invaso dai tedeschi, subisce numerosi atti di violenza, fino all’uccisione di un giovane borghettino Aldo Quartieri.

Nel dopoguerra la ripresa è lenta, sono numerosissime le famiglie in condizione di grave povertà: il lavoro nei campi, nelle piccole imprese edili o nelle fabbriche, soprattutto nel periodo invernale, è scarso e mal pagato; le abitazioni sono misere, la mortalità infantile ancora alta. Grazie però, all’indomabile voglia di migliorare dei borghettini, si lavora intensamente e si va verso un periodo di benessere economico e sociale.

Negli anni ‘50 con la meccanizzazione del lavoro agricolo, le cascine si vanno progressivamente spopolando, mentre il “boom” industriale richiama verso la città molti operai.

Borghetto perde abitanti e numerose piccole attività artigianali, sono invece pochi gli insediamenti industriali locali.

Ancor oggi, il suo vasto territorio rimane suddiviso fra numerose aziende agricole a conduzione quasi prettamente familiare, mentre il grosso della popolazione lavora fuori paese.

Attualmente conta 4.000 abitanti.